Arriva dicembre e, puntuali come le lucine sulle case, arrivano anche i volantini dei supermercati dedicati ai giocattoli di Natale. Pagine e pagine coloratissime, centinaia di proposte, prezzi che strizzano l’occhio (molto spesso sotto i 10 euro), personaggi che spuntano ovunque.
E molti genitori — probabilmente come te, come noi — si trovano davanti a una domanda semplice e complicata allo stesso tempo: “Cosa regalo davvero a mio figlio? Cosa gli fa bene? Cosa gli piacerà anche dopo il 28 dicembre?”
Per questo, nelle ultime settimane, abbiamo letto e confrontato uno per uno i volantini giocattoli di Lidl, Eurospin, MD, Iper, Ipercoop, Esselunga e Happy Casa, pubblicati per il Natale 2025. E poi abbiamo visto tutto ciò alla luce di quanto ci ha raccontato la dott.ssa Sara Peruffo nell’intervista ad Anteprima Volantino proprio dedicata alla scelta dei giocattoli educativi, per capire come muoversi nell’offerta di Natale dei supermercati italiani.
Il risultato? Una guida sincera e dalla parte dei genitori, per fare dei regali con meno ansia e più consapevolezza.
Un buon gioco non è quello perfetto: è quello che lascia spazio

La dott.ssa Peruffo è molto chiara:
“Un gioco è buono quando lascia spazio all’immaginazione e permette al bambino di sentirsi competente. I migliori sono quelli flessibili, che non hanno un unico modo per essere usati.”
Eppure, sfogliando i volantini, troviamo moltissimi giochi che puntano tutto su luci, suoni e automatismi.
Prendiamo ad esempio il volantino di Natale MD o anche il volantino Happy Casa Giocattoli di Natale 2025, dove compaiono Smartphone Gioco con quelli che sembrano pulsanti luminosi e suoni preimpostati: solitamente appena si preme qualcosa, il giocattolo dà una risposta immediata, guidando l’azione al posto del bambino. Così come giochi con pannelli multiazione con suoni, luci e pulsanti che orientano completamente l’esperienza.
Sono giochi che catturano l’attenzione, ma che lasciano meno margine all’iniziativa autonoma. Come ricorda la psicologa:
“Più uno stimolo è semplice, più il bambino può concentrarsi, creare, rilassarsi.”
Non significa evitare la tecnologia, ma scegliere quei prodotti che non sovrastano il bambino.
Telefonini, volanti, cucine, attrezzi, imitare gli adulti fa bene se il gioco non ruba la scena

I giochi imitativi sono tra i più presenti in tutti i volantini e, allo stesso tempo, tra i più utili in assoluto.
La dott.ssa Peruffo lo conferma:
“I giochi imitativi sono importantissimi: aiutano i bambini a capire il mondo e ad allenare le abilità della vita quotidiana.”
I supermercati li propongono in tantissime forme: ad esempio nel volantino Lidl di Natale abbiamo visto il Banco da lavoro Parkside in legno e anche la Cucina in legno, a cui si aggiungono anche il Set pentoline in metallo oppure il Carrello della Spesa proposte in offerta nel catalogo Natale MD, così come il set di elettrodomestici in offerta nel volantino Ipercoop Speciale Giocattoli di Natale 2025, e così via. Questi sono esempi di giochi imitativi che funzionano perché permettono al bambino di “giocare a fare come i grandi” senza troppe interferenze.
Il rischio arriva quando l’imitazione diventa quasi uno spettacolo. Nei volantini di Natale troviamo anche giochi di imitazione come cucine giocattolo molto accessoriate che prevedono luci e suoni che si attivano di continuo, così come alcuni volanti giocattolo imitano l’auto tramite pulsanti sonori e musiche integrate molto insistenti.
In questi casi, l’attenzione si sposta dall’attività imitativa allo stimolo sonoro. Come ci dice la dott.ssa Peruffo:
“Il problema non è il gioco imitativo, ma la cornice: quando c’è troppa stimolazione, il bambino reagisce agli stimoli invece di creare.”
Meglio preferire set semplici, realistici, che non rubano la scena all’immaginazione.
Legno e “Montessori”, cosa c’è di vero (e cosa no)

I volantini 2025 mostrano una presenza importante di giochi in legno, e abbiamo dedicato un approfondimento proprio al tema dei giochi in legno e Montessori.
Il caso più evidente è Lidl, dove l’intero catalogo Lupilu è composto da giochi in legno certificati FSC: puzzle, trenini, alimenti, cucine, piste. Qui la promessa di semplicità è mantenuta: sono giochi essenziali, interpretativi, che seguono molto bene i criteri indicati dalla psicologa.
Ma non è l’unico modo per fare giochi educativi. Nel volantino MD, i “Montessori primi giochi” di Clementoni/Sapientino propongono contenuti come “La mia fattoria”, “Animali 3 in 1”, “Il corpo umano”, “Alfabeto e parole”: giochi strutturati, sì, ma con reale valore pedagogico perché lavorano su associazione, linguaggio e prime conoscenze.
La psicologa ce lo ricorda:
“Un gioco non diventa educativo perché è in legno o perché c’è un’etichetta. Conta ciò che il bambino può fare, non il materiale.”
In altre parole: il legno è un materiale ottimo, ma non l’unico. La vera discriminante è il margine d’uso.
Il regalo “wow” è bellissimo… ma spesso dura poco

Una delle tendenze più evidenti dei volantini è la presenza di regali scenografici. Giusto per fare alcuni esempi:
- la Macchina acchiappa-peluche e il Mega camion trasporta veicoli in vendita nel volantino Eurospin dal 27 novembre 2025
- la Casa delle bambole a tre piani o le cucine alte anche più di un metro e pienissime di accessori del volantino Giocattoli di Happy Casa
Fanno un grande effetto quando vengono scartati. Riempiono la scena. Sono perfetti per la foto sotto l’albero. Questo senza ombra di dubbio.
Ma spesso rimangono difficili da gestire nel gioco quotidiano: ingombranti, poco flessibili, poco trasformabili.
La dott.ssa Peruffo lo riassume molto bene:
“Il divertimento non sta nella novità o nella grandezza dell’oggetto, ma nella possibilità di giocare.”
Per questo, il consiglio è semplice: un regalo scenografico va benissimo, ma accanto è utile scegliere qualcosa di più quotidiano, più manipolabile, più “vivo”.
Troppe scelte confondono, ai bambini e ai genitori
Uno degli aspetti che colpisce di più sfogliando i volantini è la quantità di giochi esposti: pagine e pagine fitte di prodotti, spesso molto simili tra loro. Nei volantini dei supermercati troviamo speciali corposi pieni di decine di cucine, bambole, piste, set creativi, veicoli e peluche in tutte le varianti possibili. Volantini da 20, 30, 50 pagine: la scelta è enorme.
La dott.ssa Peruffo, parlando dei giochi, ricorda che questa sovrabbondanza non aiuta:
“Troppe possibilità non danno libertà: bloccano. Vale per i bambini, ma anche per noi adulti.”
Il paradosso è proprio questo: invece di sentirci più liberi di scegliere, ci troviamo più sopraffatti. Ed è lo stesso meccanismo che vivono i bambini quando hanno davanti molti giochi insieme: non sanno da dove partire e finiscono per non scegliere affatto.
E questa è anche la situazione in cui si trova il genitore davanti agli scaffali interminabili di giocattoli nei supermercati sotto Natale. Noi ce lo immaginiamo un po’ come un cerbiatto con i fari dell’auto puntati addosso. Nei supermercati quindi l’enorme quantità di offerte a prezzi molto bassi porta facilmente ad acquistare più del necessario, oppure a prendere l’ennesimo gioco simile a quello che già abbiamo a casa, perché “tanto costa poco” o “tanto lo vogliono tutti”.
Riconoscere questo meccanismo è già un piccolo passo di consapevolezza: non servono dieci giochi diversi, ne bastano pochi, ma pensati bene. Perché il rischio è che poi si perda di vista ciò che davvero interessa al bambino, affidandosi solo a prezzi o mode del momento.
Il gioco condiviso conta più del giocattolo in sé
Quando si parla di regali, l’attenzione va quasi sempre sull’oggetto: cosa comprare, quanto spenderemo, se piacerà ai bambini. Eppure la dott.ssa Peruffo ricorda un punto fondamentale:
“Il gioco condiviso è ciò che nutre la relazione. Non serve un grande gioco: basta anche una palla o una scatola.”
Il valore educativo non dipende tanto dal giocattolo in sé, quanto dal modo in cui viene vissuto. Molti giochi presenti nei volantini, dai set creativi ai puzzle, dalle cucine ai trenini in legno, possono diventare strumenti perfetti per costruire piccoli momenti quotidiani insieme: fare finta di preparare una cena, inventare una storia con i personaggi, costruire qualcosa a più mani, raccontarsi una giornata usando le bamboline come alter ego.
Non è questione di intrattenere i bambini con idee straordinarie: anzi, più il gioco è semplice, più è facile entrarci con naturalezza. Ciò che conta davvero è la presenza dell’adulto, il tempo condiviso, la curiosità reciproca. È questo che rende un gioco “importante”, molto più di qualsiasi funzione luminosa o accessorio aggiuntivo.
Una bussola semplice per scegliere
In mezzo a tanti prodotti, categorie, materiali, etichette e promozioni, la domanda resta sempre la stessa: come scegliere? In base a quello che ci ha raccontato la dott.ssa Peruffo, abbiamo pensato a una bussola molto concreta, che funziona sia davanti allo scaffale del supermercato sia mentre si sfoglia un volantino online.
- Cerca giochi che si prestano a più usi.
Sono quelli più longevi, perché accompagnano l’immaginazione del bambino in modi sempre diversi: costruzioni, puzzle, trenini, set creativi, cucine semplici, animali e personaggi non legati a una storia fissa. - Evita i giochi che “fanno tutto loro”.
Troppi suoni, troppi bottoni, troppi effetti speciali lasciano poco spazio al bambino. Non significa evitare la tecnologia, ma scegliere prodotti che non sovrastano l’esperienza. - Prediligi i giochi che favoriscono momenti insieme.
Giochi da tavolo, kit creativi, giochi di imitazione realistici, attività che invitano la collaborazione o la narrazione. Sono quelli che diventano ricordi, non solo oggetti.
E, soprattutto, un ultimo criterio che vale più di tutti:
“La scelta migliore è quella adeguata agli interessi del bambino. Non serve la perfezione.”
È un promemoria prezioso: non dobbiamo scegliere il gioco “giusto” in assoluto, ma quello giusto per il nostro bambino, in questo momento della sua crescita. Anche questo è un modo per rendere il Natale un po’ più semplice e molto più significativo.






