L’etichetta che non leggiamo (o leggiamo male), ecco perché davanti allo scaffale sbagliamo quasi tutti

Prezzo, confezione e scritte rassicuranti ci guidano più dell’etichetta. Un viaggio tra gli errori più comuni e i primi passi per scegliere con maggiore consapevolezza.

Davanti allo scaffale del supermercato crediamo di saper scegliere. Guardiamo il prezzo, il colore della confezione, una parola rassicurante: “naturale”, “artigianale”, “ricco di…”. In pochi secondi decidiamo e passiamo oltre.
Eppure, anche quando ci sentiamo consumatori attenti, l’etichetta vera spesso resta sullo sfondo. Non perché non ci interessi, ma perché siamo abituati a guardare altro: il packaging, i claim, le promesse.

Dalla nostra intervista a Ivan Maroli, Responsabile indagini e test di Altroconsumo, emerge un punto chiave: uno degli errori più comuni nella spesa quotidiana non è la mancanza di attenzione, ma l’eccesso di fiducia nelle scorciatoie.

Un problema di abitudine, non di disinteresse

La maggior parte delle informazioni utili è già lì, sulla confezione. Il punto è che non sappiamo sempre dove guardare o come interpretare ciò che leggiamo.

Nel tempo abbiamo imparato a fidarci:

  • dell’immagine del prodotto,
  • del prezzo come indicatore di qualità,
  • di parole chiave che intercettano bisogni reali (salute, sostenibilità, benessere).

Ma questi elementi raccontano solo una parte della storia. Proviamo allora a capire quali aspetti vale la pena riconsiderare quando facciamo la spesa, per essere più coscienti anche davanti alla lettura dei volantini dei supermercati.

Gli errori più comuni nel leggere l’etichetta al supermercato, Intervista Ivan Maroli (Altroconsumo)

Il packaging, quando la forma prende il posto del contenuto

Il primo errore che facciamo è fermarci all’aspetto esteriore. Colori naturali, richiami alla tradizione, confezioni che evocano l’idea di “fatto in casa” costruiscono una percezione immediata di qualità.

Non è un caso: il packaging è progettato per comunicare molto prima dell’etichetta. Ma bellezza e prezzo non garantiscono ciò che troviamo dentro. Un prodotto può sembrare artigianale, “come fatto in casa”, oppure più sano solo perché costa di più o comunica meglio. Ma questa è una narrazione, non un’informazione.

Fermarsi all’aspetto esteriore significa giudicare il prodotto prima ancora di conoscerlo. Una delle domande da farsi è perché confezione e costo riescano a influenzare così tanto le nostre scelte, spesso più degli ingredienti stessi.

L’elenco ingredienti, presente ma invisibile

Se c’è una parte dell’etichetta che dovrebbe guidare davvero l’acquisto, è l’elenco degli ingredienti. Eppure è anche quella che leggiamo meno. Molti consumatori, ad esempio, non sanno che gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità.
Un dettaglio semplice, ma fondamentale, che permette già da solo di capire molto di un prodotto. Questo significa che il primo ingrediente è quello presente in maggiore quantità, il secondo viene subito dopo e così via.

Se zucchero, grassi o sale compaiono all’inizio della lista, il prodotto ne contiene molto. Se l’elenco è lunghissimo, probabilmente siamo davanti a un alimento molto trasformato. Non serve conoscere ogni singolo additivo: spesso basta osservare la struttura della lista per farsi un’idea più chiara di ciò che stiamo comprando.

Questo tema merita un approfondimento a parte, perché imparare a leggere una lista ingredienti è uno degli strumenti più potenti che abbiamo davanti allo scaffale.

Numeri, claim e certificazioni, quando l’informazione confonde

Anche quando proviamo ad andare oltre il packaging, rischiamo di perderci e ci troviamo davanti a situazioni come:

  • valori nutrizionali letti senza contesto, magari confondendo i valori per 100 grammi con quelli per porzione,
  • claim di moda come high protein, oppure senza, ricco di fibre, così come arricchito con…. Molti di questi messaggi intercettano bisogni reali (come nel caso del senza lattosio che abbiamo approfondito con Sara Ismalaja), ma non sempre rispondono a una necessità concreta.
  • bollini e certificazioni di cui non conosciamo il significato. Ricordate la fake news sulla rana della Rainforest Alliance, che secondo una bufala sui social network indicherebbe la presenza di insetti nel prodotto? Spoiler: invece indica il rispetto di standard sociali ed ambientali lungo tutta la filiera della produzione di prodotti come caffè, cacao, tè e banane.

Il risultato è paradossale: più informazioni abbiamo, meno sicuri ci sentiamo, perché ci manca la consapevolezza e il contesto di ogni informazione. Ma anche questo è un tema che affronteremo proprio per restituire chiarezza a strumenti che dovrebbero aiutare, non disorientare.

Consapevolezza non significa rinuncia

C’è un ultimo equivoco da smontare: l’idea che leggere l’etichetta tolga piacere alla spesa. Come se la spesa consapevole fosse noiosa, punitiva, fatta solo di rinunce. In realtà è vero il contrario.

Il cibo non è solo numeri, tabelle o analisi di laboratorio. È gusto, abitudine, memoria, sfizio. Essere informati non significa rinunciare allo sfizio, ma scegliere sapendo cosa stiamo mettendo nel carrello e quando concederselo. Leggere un’etichetta non serve a diventare consumatori perfetti, anche quando scegliamo qualcosa che non è perfetto, lo facciamo con maggiore libertà.

Per questo abbiamo deciso di continuare ad approfondire gli aspetti dedicati alla lettura dell’etichetta e agli errori più comuni che facciamo quando valutiamo un prodotto, parlando di packaging e prezzo, elenco ingredienti, valori nutrizionali, claim di moda, certificazioni e bollini.

Perché capire cosa c’è davvero dentro una confezione non serve a diventare consumatori ideali. Serve a essere un po’ più consapevoli, ogni giorno, davanti allo scaffale.
Non toglie piacere alla spesa, toglie solo le illusioni. E ci restituisce una scelta un po’ più nostra.

Valentina Colazzo
Valentina Colazzo

Ciao, mi chiamo Valentina e sono una giornalista con la passione per la cucina, che mi accompagna sin da bambina. Amo esplorare nuovi sapori e sperimentare con ingredienti diversi, ma presto anche molta attenzione alle offerte e al risparmio, per questo non mi faccio sfuggire le anteprime dei volantini, in modo da pianificare la spesa al meglio. Attraverso il mio lavoro, unisco la mia curiosità culinaria con la scrittura, condividendo consigli pratici per una cucina creativa ma anche economica, in modo da approfittare delle migliori offerte.