Veganuary nei volantini dei supermercati: il “veg” non è soltanto il piatto pronto

Nel Veganuary i volantini dei supermercati puntano sui prodotti veg pronti. Ma l’alimentazione vegetale non è solo burger e polpette: come orientarsi nella spesa.

Il Veganuary 2026 è quasi giunto al termine, e sfogliando i volantini dei supermercati che hanno deciso di celebrarlo con le offerte abbiamo notato, fra le pagine dedicate con colori verdi, claim rassicuranti e una promessa implicita: mangiare vegetale è facile, immediato, accessibile. Ci è saltato all’occhio anche un dettaglio: il “veg” che viene raccontato è quasi sempre quello del piatto pronto.

Burger, polpette, affettati vegetali, snack, salse e prodotti già confezionati occupano la scena. Ma questo significa davvero che nei volantini non ci siano alternative più semplici? No. Il punto non è cosa c’è, ma come viene raccontato.

Veganuary al supermercato: fermarsi a burger e polpette non basta

Durante l’intervista appena pubblicata su Anteprima Volantino, la dietista Caterina Cellai lo dice chiaramente:

Spesso chi inizia riempie il carrello di hamburger e polpette vegetali e si ferma lì. Non è una colpa, perché la mancanza di tempo è reale. Ma l’alimentazione su base vegetale non è fatta solo di prodotti pronti: è semplice, economica e sostenibile nel tempo. I legumi dovrebbero essere il vero punto di partenza.

È un passaggio che non demonizza i prodotti pronti, ma rimette al centro la costruzione dell’alimentazione, non la sostituzione.

Nei volantini il cibo vegetale c’è, ma resta fuori dal racconto “veg”

Guardando con attenzione i volantini dei supermercati di Gennaio 2026, emerge un dato interessante: frutta, verdura, legumi, cereali, zuppe semplici e surgelati vegetali sono presenti ovunque, spesso anche a prezzi molto convenienti.

Eppure non sono i protagonisti delle pagine “Veganuary”: sono sì integrati nelle sezioni “normali” del volantino, ma la sensazione è che non vengano raccontati come parte del percorso vegetale.

Il messaggio implicito che arriva al consumatore è sottile ma potente: mangiare vegano significa soprattutto comprare prodotti vegani pronti.

Il nodo dei prodotti pronti: il problema non è il prodotto, ma l’equazione

Parlare di prodotti pronti non significa etichettarli automaticamente come “negativi”. Il punto è un altro: senza leggere l’etichetta, è difficile capire che tipo di alimento stiamo acquistando.

Alcuni prodotti plant-based hanno composizioni semplici, altri rientrano nella categoria dei cibi ultra-processati. Per orientarsi davvero, servono strumenti di lettura consapevole, per imparare a capire cosa sono i cibi ultra-processati e su come riconoscerli.

Il rischio, però, è che il volantino riduca tutto a un’unica immagine: veg = sostituto = prodotto confezionato.

Il “veg” non è solo sostituzione

Un’alimentazione vegetale non è necessariamente una sequenza di rimpiazzi (burger al posto della carne, affettati al posto dei salumi). I sostituti vegani esistono e possono essere utili, soprattutto all’inizio, ma non rappresentano l’unica strada possibile. Il vero equilibrio sta nel capire quando usarli e quando non servono affatto. Ed è qui che il messaggio della dietista torna centrale: costruire una base alimentare semplice rende il percorso più sostenibile nel tempo, anche dal punto di vista economico.

Legumi, cereali, verdure: il Veganuary che non fa scena

Se seguiamo il suggerimento di “partire dai legumi”, il Veganuary cambia volto. Non è più un mese di prodotti speciali, ma un’occasione per riscoprire alimenti già presenti nella spesa quotidiana. Per chi cerca idee concrete e accessibili, esistono proposte molto semplici, come queste ricette economiche a base di legumi, che dimostrano come mangiare vegetale non significhi complicarsi la vita.

Imparare a leggere il volantino (e lo scaffale)

Alla fine, il tema non è cosa comprare “giusto” o “sbagliato”, ma come orientarsi. Saper leggere un’etichetta, distinguere tra prodotto occasionale e base quotidiana, capire cosa stiamo mettendo nel carrello è parte della spesa consapevole. Una guida utile in questo senso è quella di The Cooking Hacks su come leggere le etichette dei prodotti plant-based e vegani.

Il Veganuary oltre il piatto pronto

Forse il Veganuary non dovrebbe insegnarci solo a comprare prodotti diversi, ma a guardare in modo diverso ciò che il supermercato ci propone già. Il “veg” non è soltanto il piatto pronto. È anche – e soprattutto – ciò che spesso non viene messo in prima pagina, ma che può diventare la base di un’alimentazione più semplice, accessibile e sostenibile nel tempo.

Valentina Colazzo
Valentina Colazzo

Ciao, mi chiamo Valentina e sono una giornalista con la passione per la cucina, che mi accompagna sin da bambina. Amo esplorare nuovi sapori e sperimentare con ingredienti diversi, ma presto anche molta attenzione alle offerte e al risparmio, per questo non mi faccio sfuggire le anteprime dei volantini, in modo da pianificare la spesa al meglio. Attraverso il mio lavoro, unisco la mia curiosità culinaria con la scrittura, condividendo consigli pratici per una cucina creativa ma anche economica, in modo da approfittare delle migliori offerte.