RePlant Milano, l’inno alla seconda chance del verde dimenticato (anche quello dei supermercati)

Con il progetto Re-Plant Milano il verde trova nuova vita. Dalle piante recuperate (anche quelle del supermercato!) al riciclo del verde, ecco un racconto di cura e seconde possibilità.

Recuperare, curare, riciclare. A volte basta un vaso dimenticato su un balcone o una pianta in svendita in corsia per dare origine a una storia di rinascita. È l’idea da cui nasce Re-Plant Milano, associazione che dal 2020 recupera piante destinate a essere scartate e le rimette in circolo dopo averle curate e rigenerate.
Abbiamo incontrato Sonia Magnifico, team assistant dell’associazione, per capire come si costruisce un modello di verde consapevole, anche partendo da un acquisto al supermercato.

Dal primo banano alle piante “tramiti di memoria”

«Re-Plant nasce nel 2020, in piena pandemia, dai desideri e dalle esperienze dei tre soci fondatori: io (Sonia Magnifico), Federico Santarelli e Francesco Montanari», racconta Sonia.
«Francesco è giardiniere da vent’anni e chiacchierando ci siamo detti che si buttano un sacco di piante. Sia io che Federico arriviamo dal mondo sociale, artistico e associativo: ci siamo accorti che c’era un punto di incontro tra tutto questo, ed era il recupero delle piante

La prima pianta salvata è diventata quasi un simbolo: «Ce lo ricordiamo benissimo, perché è stato un banano, preso da un vaso. Arrivava da una casa di Noviglio, in provincia di Milano. Era apparentemente morto, ma siamo riusciti a farlo rivivere splendidamente.»

Molte delle storie che passano da Re-Plant hanno un valore affettivo: «Ci siamo accorti che le piante sono fondamentali per ossigenare le nostre città, ma sono veramente dei tramiti di memoria. Spesso le persone ci contattano perché vogliono che quella pianta non muoia: rappresenta qualcuno a loro caro.»
Sonia ricorda un episodio in particolare: una pianta appartenuta alla madre di una signora è stata poi adottata da un’altra donna che viveva «nello stesso paese in cui c’era il il cimitero della signora a cui apparteneva quella pianta». «Una strana, buffa coincidenza», sorride, «una connessione.»

Il viaggio di una pianta replantista, dal recupero alla nuova vita

Il percorso di ogni pianta segue un rituale preciso: «Generalmente siamo noi ad andare a prenderle dal proprietario, muniti di scarponi, guanti e furgone. Le recuperiamo da condomini, vivai, showroom, case private, persino eventi. Poi le portiamo nella nostra sede in via degli Ulivi 2, a Milano, dove le curiamo (magari un rivaso, una concimazione, una potatura, una pulitura, dipende) e cerchiamo per loro una nuova sistemazione.»

Le piante salvate più spesso sono «i ligustri, fortissimi e diffusissimi per le siepi», ma anche fotinie, aloe, agavi e dracene.
Tutte, dopo la cura, trovano un nuovo equilibrio: «Se sono piante grandi, cerchiamo chi può metterle in terra. Se stanno bene in vaso, trovano un nuovo balcone o salotto dove vivere.»

Quando le piante nei supermercati vengono dimenticate

Re-Plant osserva con attenzione anche ciò che accade nel mondo dei supermercati e della grande distribuzione in generale: «Le cose che ci fanno un po’ arrabbiare sono la mancanza di cura: spesso le piante non vengono innaffiate e il loro tempo in buone condizioni è molto breve. Alcuni supermercati le svendono e noi le acquistiamo per recuperarle; altri, invece, le lasciano morire e basta.»

Una fotografia amara, ma anche un invito a ripensare al nostro modo di comprare, non solo al supermercato: «Per esempio, molti condomini spesso col cambio di stagione vogliono cambiare anche le piante, così per motivazioni estetiche. Però le piante che cambi e che poi elimini sono esseri viventi che fanno parte del ciclo vitale e sono fondamentali per stare bene».

Errori comuni e consigli per chi inizia

Tra gli errori più frequenti dopo l’acquisto, Sonia cita subito il più banale ma decisivo: «Non rinvasarle. Le piante dei supermercati sono spesso in vasi troppo piccoli per loro.»
Un altro errore, spiega, è «non informarsi sulle esigenze della pianta: magari è bellissima, ma non adatta all’ambiente che possiamo offrirle.»

Per rendere anche un acquisto d’impulso più consapevole, il consiglio è semplice: «Cercate il nome della pianta e fate una breve ricerca. Se ha bisogno di molta luce e voi avete una casa buia, è evidente che non è quella giusta.»

E per chi inizia da zero? «Osservare la pianta. Guardarla, viverla, capire di cosa ha bisogno. Informarsi e partire da piante semplici, poi pian piano passare a quelle più complesse.» Aggiungiamo noi: magari si può iniziare a un piccolo orto sul balcone.

Non solo piante: il valore del riuso nel verde domestico

La filosofia del recupero si estende anche agli strumenti e ai materiali: «Assolutamente sì, quasi tutto si può riutilizzare. Sicuramente i vasi — basta lavarli bene — ma anche la terra: una buona percentuale della terra che usiamo è riciclata. E poi tutta l’oggettistica da giardinaggio, dalle cesoie in su: non si butta via niente.»

Anche un consiglio per il riutilizzo consapevole: «Magari abbiamo della terra riciclata che si vede che è povera, allora la usiamo per delle piante che hanno delle necessità, tipo le piante grasse che hanno bisogno di un terreno sabbioso o non so, allora utilizziamo quella terra lì per quella tipologia di piante»

E Sonia lancia anche un appello: «Se non potete utilizzarlo voi, portatelo a Re-Plant, che è sempre affamata di vasi».

Il manifesto del verde consapevole

Nella visione di Re-Plant, la sostenibilità passa da gesti concreti ma anche da un cambio culturale: «Riempire ogni angolo di verde, anche poco alla volta, perché aiuta le città a respirare. Recuperare le piante, non farle morire, piuttosto donarle, e non lasciarsi guidare solo dal gusto estetico del momento: le piante sono esseri viventi, parte del ciclo vitale.»

Il motto che racchiude la loro filosofia è semplice quanto potente: «Recupero, recupero, recupero. Riciclo, riciclo, riciclo.»

Le “piante replantiste”, sopravvissute e forti

Sonia conclude con un sorriso: «Le piante replantiste sono delle sopravvissute. Hanno passato varie difficoltà, quindi sono forti, resistenti. Ce l’hanno fatta, e sono pronte a vivere ancora.»

L’esperienza di Re-Plant Milano ci ricorda che ogni pianta può essere una seconda occasione: per lei, ma anche per chi la accoglie.
Dalle offerte nei volantini alle adozioni consapevoli, il verde può tornare a essere un gesto di cura quotidiano.

E voi? Avete mai salvato una pianta comprata in offerta o trovata in difficoltà? Raccontatecelo e condividete le vostre “buone abitudini verdi”.

RePlant Milano, intervista a Sonia Magnifico sul riciclo del verde e l’inno alla seconda chance

Valentina Colazzo
Valentina Colazzo

Ciao, mi chiamo Valentina e sono una giornalista con la passione per la cucina, che mi accompagna sin da bambina. Amo esplorare nuovi sapori e sperimentare con ingredienti diversi, ma presto anche molta attenzione alle offerte e al risparmio, per questo non mi faccio sfuggire le anteprime dei volantini, in modo da pianificare la spesa al meglio. Attraverso il mio lavoro, unisco la mia curiosità culinaria con la scrittura, condividendo consigli pratici per una cucina creativa ma anche economica, in modo da approfittare delle migliori offerte.