La garanzia degli elettrodomestici nuovi dura due anni dalla consegna, ma non significa che qualsiasi guasto verificatosi entro 24 mesi debba essere riparato gratuitamente. La garanzia legale riguarda i difetti di conformità esistenti al momento della consegna, anche quando emergono successivamente, ed è il venditore a risponderne nei confronti del consumatore. Dal 27 settembre 2026 cambia inoltre il modo in cui questo diritto dovrà essere comunicato nei negozi e online: arriva un avviso armonizzato europeo e, per alcuni prodotti coperti da una garanzia commerciale di durabilità del produttore superiore a due anni, una nuova etichetta dedicata.
In sintesi
- La garanzia legale sui beni nuovi dura 2 anni dalla consegna.
- Per un difetto di conformità il referente del consumatore è il venditore, non necessariamente il produttore.
- Riparazione e sostituzione sono i primi rimedi previsti dalla legge e devono avvenire senza spese.
- Garanzie commerciali ed eventuali coperture a pagamento si aggiungono ai diritti previsti dalla legge e non possono ridurli.
- Dal 27 settembre 2026 negozi ed e-commerce dovranno rendere più evidente la garanzia legale attraverso un avviso armonizzato; per determinate garanzie commerciali di durabilità gratuite del produttore arriva l’etichetta GARAN.
Cosa coprono davvero i due anni di garanzia
La distinzione più importante è tra un normale guasto dovuto all’uso e un difetto di conformità. Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il bene deve corrispondere a descrizione, quantità, qualità e caratteristiche previste dal contratto, essere adatto all’uso normalmente previsto e possedere accessori e istruzioni che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi. La garanzia non copre invece automaticamente problemi sopravvenuti per uso scorretto, cattiva manutenzione o altre cause non riconducibili a un difetto originario.
Quando esiste un difetto di conformità, il consumatore può chiedere innanzitutto riparazione o sostituzione, purché il rimedio scelto non sia impossibile o comporti costi sproporzionati rispetto all’alternativa. Gli interventi devono essere effettuati senza spese, entro un periodo congruo e senza notevoli inconvenienti. Riduzione del prezzo e risoluzione del contratto entrano invece in gioco nelle condizioni previste dal Codice del Consumo.
C’è poi un aspetto spesso trascurato: se il difetto si manifesta entro un anno dalla consegna, salvo prova contraria si presume che esistesse già in quel momento. Dopo il primo anno, invece, spetta al consumatore dimostrare che il difetto era originario. L’azione per far valere i difetti non dolosamente occultati si prescrive comunque entro 26 mesi dalla consegna.
In caso di guasto bisogna rivolgersi al negozio o al produttore?
Per la garanzia legale il responsabile è il venditore. Se una lavatrice, un frigorifero o un piccolo elettrodomestico presenta un difetto di conformità, quindi, il negozio non può semplicemente trasformare la garanzia del produttore nell’unica strada disponibile per il cliente. Il MIMIT chiarisce che il consumatore deve poter far valere i propri diritti nei confronti del soggetto che gli ha venduto il bene.
Conviene inoltre conservare lo scontrino o la fattura. La perdita dello scontrino, però, non cancella automaticamente la garanzia: il Ministero indica che l’acquisto può essere provato anche attraverso altri elementi, come il pagamento con carta o bancomat, purché sia possibile dimostrare la vendita e la relativa data.
È un problema diverso dal semplice ripensamento dopo l’acquisto. Come abbiamo visto nella nostra guida sui resi nei negozi fisici e diritto di recesso online, riportare indietro un prodotto perfettamente funzionante perché non lo vogliamo più non equivale a chiedere l’applicazione della garanzia per un difetto.
Garanzia legale, garanzia commerciale ed estensione a pagamento non sono la stessa cosa
La garanzia commerciale è una tutela ulteriore che può essere offerta dal produttore o dal venditore. È facoltativa, può avere durata e condizioni proprie e può offrire vantaggi aggiuntivi, ma non sostituisce né limita la garanzia legale. Una volta promessa, diventa vincolante secondo quanto indicato nelle relative condizioni.
Ancora diverso è il caso dei servizi aggiuntivi acquistabili insieme all’elettrodomestico. Le principali catene mostrano bene perché non conviene chiamarli genericamente “garanzia”. MediaWorld, per esempio, propone per grandi e piccoli elettrodomestici coperture contro il guasto che possono proseguire per tre o cinque anni dopo la scadenza della garanzia legale; sono prodotti a pagamento con prezzi e condizioni specifiche.
Anche Euronics presenta servizi integrativi Serena con durate e coperture differenti: alcune formule intervengono dopo la garanzia legale, mentre altre comprendono rischi ulteriori. Le condizioni cambiano a seconda del servizio e del prodotto acquistato, per cui il numero di anni indicato da solo non basta per capire la copertura effettiva.
Unieuro distingue invece esplicitamente la garanzia legale gratuita di 24 mesi dalle eventuali garanzie commerciali di durabilità. È proprio questa distinzione che dal 27 settembre diventerà più visibile anche prima dell’acquisto.
Cosa cambia dal 27 settembre 2026 nei negozi e online
Dal 27 settembre 2026 diventa applicabile la nuova disciplina europea recepita in Italia dal decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. La novità non consiste nell’allungamento generalizzato della garanzia legale oltre i due anni: cambia soprattutto l’informazione che deve essere fornita al consumatore.
I venditori dovranno mostrare un avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformità, visibile sia nei punti vendita sia negli acquisti online. Il MIMIT precisa, ad esempio, che in negozio può essere collocato vicino alla cassa, mentre nell’e-commerce deve essere visualizzato sul sito del venditore. L’obiettivo è rendere immediatamente riconoscibili diritti che già esistono.
Accanto a questo compare l’etichetta armonizzata GARAN, ma non su qualsiasi prodotto che abbia genericamente una “garanzia estesa”. L’etichetta riguarda la garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore senza costi aggiuntivi, relativa all’intero bene e di durata superiore a due anni. In questi casi deve aiutare il consumatore a identificare il prodotto e la durata della tutela supplementare.
È una distinzione utile soprattutto davanti a lavatrici, frigoriferi, TV e altri prodotti per i quali si incontrano formule come “5 anni di garanzia”, “10 anni sul motore” o protezioni aggiuntive. Dal numero riportato nella comunicazione commerciale non si può dedurre da solo che cosa sia realmente coperto: bisogna verificare chi offre la tutela, se riguarda tutto il prodotto o soltanto un componente, quando decorre e quali rimedi prevede.
Cosa controllare prima di pagare una garanzia aggiuntiva
Prima di aggiungere una copertura al prezzo dell’elettrodomestico conviene verificare che cosa offre realmente rispetto ai diritti già compresi gratuitamente nell’acquisto. In particolare, è utile controllare da quando decorre la protezione, quali guasti o danni comprende, quali esclusioni prevede, cosa succede se il prodotto non può essere riparato e se l’eventuale sostituzione o rimborso mantiene nel tempo l’intero valore d’acquisto.
Una copertura che interviene soltanto dopo i primi due anni risponde a un’esigenza diversa da una polizza che protegge fin da subito contro un danno accidentale. Allo stesso modo, una garanzia gratuita del produttore su uno specifico componente non equivale necessariamente a una copertura dell’intero elettrodomestico. È proprio separando queste tutele che si può capire se il servizio aggiuntivo offre qualcosa di utile o replica, almeno in parte, diritti già previsti dalla legge.
FAQ sulla garanzia degli elettrodomestici
La garanzia di un elettrodomestico nuovo dura sempre due anni?
Per gli acquisti effettuati da un consumatore presso un professionista, il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna. La tutela riguarda i difetti originari, non qualsiasi problema causato successivamente dall’uso o dalla cattiva manutenzione.
Se l’elettrodomestico si rompe dopo un anno chi deve dimostrare che era difettoso?
Salvo eccezioni legate alla natura del bene o del difetto, la presunzione a favore del consumatore opera per i difetti che si manifestano entro un anno dalla consegna. Se il problema emerge successivamente, spetta al consumatore dimostrare che il difetto esisteva già alla consegna.
Il negozio può mandarmi direttamente dal produttore?
Il produttore può offrire una propria garanzia commerciale, ma per la garanzia legale di conformità il soggetto responsabile nei confronti del consumatore è il venditore. La garanzia del produttore non elimina questo diritto.
Dal 27 settembre 2026 la garanzia diventa più lunga?
No. La novità non porta automaticamente la garanzia legale italiana oltre i due anni. Introduce soprattutto nuovi strumenti armonizzati per rendere più visibili la garanzia legale e, quando ricorrono le condizioni previste, le garanzie commerciali di durabilità del produttore superiori a due anni.
L’etichetta GARAN indica qualsiasi estensione di garanzia?
No. L’etichetta armonizzata è prevista per una specifica garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore senza costi aggiuntivi, valida sull’intero bene e per più di due anni. Non va quindi confusa automaticamente con le coperture o polizze aggiuntive acquistabili separatamente.







