Negli ultimi giorni, si è consumata una vera e propria corsa al cioccolato tra i colossi della GDO. Lidl ed Esselunga si sono sfidate a colpi di novità dolciarie, ma a rimetterci – ancora una volta – sono stati i consumatori. Al centro del caso, l’ambitissima Dubai Style Chocolate.
Tutto ha avuto inizio con un annuncio ufficiale di Lidl: lunedì 24 marzo 2025 sarebbe uscita una limited edition della Dubai Style Chocolate, la famosa tavoletta ispirata ai gusti lussuosi del Medio Oriente, venduta a 3,99 €. L’hype è montato velocemente, alimentato dai social e da una comunicazione accattivante.
Ma giovedì 20 marzo, Esselunga ha spiazzato tutti, lanciando a sorpresa una barretta di Dubai Style Chocolate a marchio Delica Dore – anticipando la mossa della concorrenza. Una mossa di marketing astuta, ma che ha scatenato la febbre da acquisto.
Il problema vero, però, si è manifestato oggi, 24 marzo 2025, la data comunicata da Lidl per l’inizio della promozione.
Recandomi personalmente in diversi punti vendita Lidl, ho scoperto che la tavoletta era già esaurita. E non solo: da quanto emerso parlando con il personale e leggendo le testimonianze sui social, la Dubai Style Chocolate era stata messa in vendita in anticipo, già venerdì 21 marzo in alcuni store, nonostante l’annuncio ufficiale parlasse del 24.
A peggiorare la situazione: le scorte erano ridottissime. Ogni punto vendita ha ricevuto poche scatole, insufficienti a coprire una domanda prevedibilmente altissima. Il risultato? Una marea di clienti delusi e… un nuovo mercato parallelo.
Su piattaforme come eBay, Vinted e Subito.it, la tavoletta viene ora rivenduta a prezzi esorbitanti: da 10 a 15 euro, in alcuni casi anche quasi 17. Più del triplo del prezzo originale. Un comportamento che ricorda da vicino quello dei bagarini fuori dagli stadi: acquisto rapido, rivendita a prezzo gonfiato, sfruttando la scarsità creata ad arte.

Si tratta di vera e propria speculazione, resa possibile anche grazie alle scelte (quanto meno discutibili) di Lidl: comunicare una data, poi anticiparla in sordina, e distribuire quantità minime senza alcun sistema di gestione della domanda.
Chi ha rispettato le regole, attendendo pazientemente la data comunicata, si è ritrovato beffato. Chi invece ha saputo “giocare d’anticipo”, oggi fa affari lucrando su un prodotto che avrebbe dovuto essere accessibile a tutti.
Per fortuna non si tratta di un bene di prima necessità: è solo una tavoletta di cioccolato, uno sfizio a cui si può senz’altro rinunciare. Ma è proprio la dinamica con cui si è svolto tutto che lascia con l’amaro in bocca. Un momento che poteva essere un’occasione per soddisfare il cliente con una novità interessante si è trasformato in una finestra perfetta per chi, invece, preferisce speculare – o, più brutalmente, sciacallare – sul desiderio altrui.
In un’epoca in cui si parla tanto di trasparenza, sostenibilità e responsabilità sociale, è inaccettabile che dinamiche simili si ripetano ciclicamente, e che il cliente venga sistematicamente lasciato fuori dal gioco.
Il cioccolato è dolce, ma questa storia ha lasciato l’amaro in bocca.
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