Gli attacchi hacker ai supermercati arrivano anche in Italia. Dopo i casi registrati in Francia a ottobre, una nuova ondata di intrusioni informatiche ha colpito il 2 novembre 2026 i sistemi di refrigerazione di numerosi punti vendita europei, provocando aumenti anomali delle temperature e la perdita di alimenti freschi e surgelati. In Sicilia sono stati segnalati attacchi ai banchi frigoriferi di supermercati a marchio Coop tra Palermo e Catania, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha rilevato incidenti anche presso aziende alimentari in Toscana ed Emilia-Romagna. Le autorità stanno verificando l’origine degli attacchi e gli eventuali collegamenti tra i diversi episodi.
Attacchi hacker ai supermercati in Italia, cosa è successo in Sicilia
Le prime segnalazioni italiane riguardano la Sicilia, dove nella notte tra il 1° e il 2 novembre si sono verificati malfunzionamenti ai sistemi di refrigerazione di diversi supermercati. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce punti vendita a marchio Coop nell’isola, ha riferito di attacchi informatici che avrebbero interessato almeno tre supermercati a Catania e uno a Palermo.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, i responsabili sarebbero riusciti a modificare da remoto i parametri di temperatura dei banchi alimentari, provocandone il surriscaldamento e il conseguente deterioramento di alcuni prodotti.
Danilo Radenza, amministratore delegato della società, ha confermato che le verifiche interne hanno individuato un attacco al sistema di telecontrollo dei banchi surgelati. L’azienda ha attivato le procedure di sicurezza e avviato gli accertamenti tecnici. Le dichiarazioni dei responsabili del gruppo sono state riportate dall’ANSA nella ricostruzione degli attacchi ai supermercati siciliani.
Le verifiche riguardano anche altri malfunzionamenti segnalati nell’isola. RaiNews Sicilia ha riferito di problemi in alcuni punti vendita Decò, precisando che non tutti gli episodi risultavano ancora attribuibili con certezza a un’intrusione informatica.
Il quadro richiede quindi una distinzione: gli attacchi denunciati dal gruppo Radenza non significano che tutti i supermercati Coop siano coinvolti, né che ogni guasto segnalato nei negozi siciliani abbia necessariamente la stessa origine.
La Polizia postale sta ricostruendo la provenienza e l’entità delle violazioni, cercando anche di stabilire se esistano collegamenti con gli incidenti registrati negli altri Paesi europei.
L’allerta dell’Agenzia cyber per Toscana ed Emilia-Romagna
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha confermato di aver ricevuto una notifica di incidente da parte di un’azienda toscana attiva nella ristorazione collettiva e di aver rilevato un attacco ai danni di un’impresa emiliana che produce surgelati.
Non si tratta necessariamente di supermercati aperti al pubblico: gli incidenti interessano anche attività che producono, conservano o distribuiscono alimenti e che dipendono dal funzionamento continuo degli impianti frigoriferi.
È proprio questa estensione alla filiera alimentare a rendere particolarmente delicata la situazione. Un problema informatico può compromettere la conservazione dei prodotti prima ancora che arrivino sugli scaffali dei negozi.
L’ACN ha intensificato il monitoraggio e ha richiamato gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le aziende incaricate della manutenzione degli impianti.
Secondo quanto riportato da RaiNews sulle misure urgenti richieste dall’Agenzia cyber, le imprese devono verificare immediatamente la sicurezza dei sistemi di controllo accessibili tramite internet e rafforzare le protezioni contro gli accessi non autorizzati.
L’Agenzia ha inoltre previsto un confronto con le federazioni di settore e le principali aziende della distribuzione nazionale per coordinare le misure di prevenzione.
Dal Belgio alla Svezia, la nuova ondata di attacchi in Europa
La situazione italiana si inserisce in un’ondata di incidenti che, nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre, ha interessato numerosi operatori commerciali europei.
Le segnalazioni principali arrivano da Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Estonia e Paesi Bassi, mentre anomalie sono state riferite anche in altri Paesi.
In Belgio, Carrefour ha comunicato problemi ai sistemi di refrigerazione in circa 15 punti vendita su 700. La catena Delhaize ha segnalato un incidente informatico che ha coinvolto diverse decine di negozi, mentre disservizi sono stati riportati anche da altri operatori.
In Svezia i problemi hanno interessato supermercati delle insegne ICA e Coop. In Irlanda, il gruppo Musgrave ha segnalato il coinvolgimento dei sistemi frigoriferi di 13 supermercati SuperValu, con la rimozione precauzionale di prodotti refrigerati e congelati.
In alcuni impianti sono state segnalate temperature fino a 50 °C, valori incompatibili con la corretta conservazione degli alimenti. I casi non presentano però tutti la stessa gravità: alcuni negozi hanno dovuto eliminare prodotti deteriorati, mentre altri hanno circoscritto il problema e proseguito l’attività.
La nuova ondata segue quanto accaduto il 12 ottobre in Francia, quando centinaia di sistemi di refrigerazione erano stati interessati da manomissioni informatiche.
La somiglianza delle modalità operative fa ipotizzare un collegamento tra gli episodi, ma non è ancora stato accertato che tutti gli attacchi abbiano gli stessi responsabili.
Come fanno gli hacker a modificare la temperatura dei frigoriferi?
I grandi impianti frigoriferi utilizzati nei supermercati non funzionano come i comuni frigoriferi domestici. Molti sono collegati a sistemi informatici che consentono di controllare temperature, consumi energetici, allarmi e manutenzione anche a distanza.
Questa tecnologia permette di individuare rapidamente i guasti, regolare il funzionamento degli impianti e intervenire senza dover raggiungere fisicamente ogni banco frigorifero.
Il problema nasce quando i sistemi di controllo remoto non sono adeguatamente protetti.
Se un soggetto non autorizzato riesce ad accedere alle centraline, può potenzialmente modificare i parametri di funzionamento, alterare le impostazioni di raffreddamento o attivare funzioni che provocano un innalzamento della temperatura.
Tra queste c’è lo sbrinamento, una funzione normalmente utilizzata per eliminare il ghiaccio accumulato negli impianti. Se attivata impropriamente o mantenuta troppo a lungo, può compromettere la conservazione degli alimenti.
Non significa che tutti i frigoriferi connessi siano vulnerabili. Il rischio dipende dalla configurazione dei sistemi, dalla protezione degli accessi e dall’aggiornamento dei dispositivi.
Il caso evidenzia però un aspetto poco visibile ai consumatori: la sicurezza alimentare dipende anche dalla sicurezza informatica degli impianti.
Che cosa succede agli alimenti quando i frigoriferi si surriscaldano?
Quando la temperatura di un banco frigorifero aumenta oltre i limiti previsti, gli alimenti possono perdere le condizioni necessarie per una conservazione sicura.
Il rischio riguarda soprattutto prodotti deperibili come carne, pesce, latticini, piatti pronti refrigerati e surgelati.
Per i surgelati, la temperatura di conservazione normalmente prevista è di -18 °C. Per gli alimenti freschi refrigerati occorre invece rispettare le indicazioni specifiche riportate sulle confezioni.
Se un impianto smette di raffreddare correttamente, non è sufficiente riportarlo alla temperatura abituale per rendere automaticamente sicuri tutti i prodotti che contiene.
La valutazione dipende dalla temperatura raggiunta, dalla durata dell’esposizione e dalle caratteristiche degli alimenti.
Un prodotto può anche apparire integro e non presentare odori anomali, senza che questo garantisca la sua sicurezza.
Nell’approfondimento di The Cooking Hacks sugli attacchi hacker ai frigoriferi e sui rischi per il cibo abbiamo spiegato perché l’interruzione della catena del freddo può rendere necessario eliminare gli alimenti, anche quando le confezioni non mostrano danni evidenti.
Per i supermercati coinvolti questo significa dover verificare i prodotti conservati nei banchi interessati, rimuovendo quelli per i quali non è possibile garantire il rispetto delle temperature di sicurezza.
Le conseguenze possono essere rilevanti anche dal punto di vista economico, perché un singolo guasto può rendere inutilizzabile una grande quantità di merce.
Il vademecum dell’ACN per proteggere supermercati e filiera alimentare
Dopo gli incidenti europei, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha richiamato le imprese a una serie di controlli immediati.
Le indicazioni riguardano soprattutto i sistemi di refrigerazione industriale gestiti a distanza, che possono rappresentare un punto di ingresso per eventuali attacchi informatici.
- Verificare i sistemi accessibili da internet, individuando eventuali centraline e dispositivi di controllo esposti senza adeguate protezioni.
- Separare le reti degli impianti frigoriferi dalle altre reti informatiche aziendali, limitando la possibilità che un’intrusione si propaghi.
- Proteggere gli accessi da remoto, utilizzando connessioni aziendali sicure e autenticazione a più fattori, cioè un controllo aggiuntivo oltre alla password.
- Controllare gli account di amministrazione e manutenzione, disattivando quelli inutilizzati o non autorizzati.
- Verificare le impostazioni degli impianti, cercando modifiche anomale ai parametri di funzionamento.
- Aggiornare o sostituire i dispositivi obsoleti, soprattutto quelli che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza dal produttore.
In presenza di accessi sospetti o modifiche non autorizzate, le aziende devono attivare le procedure di gestione degli incidenti e segnalarli tempestivamente al CSIRT Italia, la struttura nazionale che interviene nella gestione degli incidenti informatici.
Le misure non riguardano soltanto le grandi catene: anche magazzini frigoriferi, produttori alimentari, operatori logistici e società di manutenzione possono utilizzare sistemi connessi potenzialmente esposti.
Ci sono rischi per chi fa la spesa nei supermercati italiani?
Gli episodi segnalati non significano che tutti i prodotti refrigerati venduti nei supermercati italiani siano a rischio.
Gli incidenti riguardano impianti e attività specifiche. Inoltre, un malfunzionamento non implica automaticamente che gli alimenti compromessi siano stati venduti ai consumatori.
Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha espresso preoccupazione per gli attacchi alla filiera alimentare, precisando tuttavia che la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare europeo non risulta attualmente compromessa.
Il problema immediato riguarda soprattutto la perdita di prodotti, i danni economici per le imprese e la necessità di garantire che gli alimenti siano conservati correttamente.
Per chi fa la spesa resta utile prestare attenzione alle condizioni dei banchi refrigerati, alle indicazioni del personale e allo stato delle confezioni, senza considerare questi controlli sufficienti a stabilire da soli la sicurezza microbiologica degli alimenti.
Se un punto vendita segnala un problema alla refrigerazione, è opportuno chiedere informazioni direttamente al personale.
Chi ha già acquistato un prodotto e riceve una comunicazione specifica dal supermercato deve seguire le indicazioni fornite dall’operatore, evitando di consumare alimenti per i quali non sia possibile garantire la corretta conservazione.
Al momento non emerge dalle comunicazioni esaminate un richiamo alimentare generalizzato collegato a questi attacchi. Eventuali provvedimenti sui prodotti devono essere verificati caso per caso attraverso comunicazioni ufficiali.
Perché gli attacchi ai frigoriferi preoccupano anche l’Unione europea
La seconda ondata di incidenti nel giro di poche settimane dimostra quanto i sistemi digitali siano diventati importanti anche per attività quotidiane come la conservazione degli alimenti.
I supermercati utilizzano sempre più spesso tecnologie connesse per controllare i consumi energetici, prevenire guasti e gestire impianti distribuiti su più punti vendita.
Questi strumenti possono migliorare l’efficienza, ma richiedono protezioni adeguate perché un accesso non autorizzato può avere conseguenze materiali immediate.
Un attacco ai sistemi di refrigerazione non provoca soltanto un disservizio informatico: può interrompere la vendita di prodotti freschi, costringere alla distruzione di alimenti e incidere sull’organizzazione delle forniture.
Resta ancora da chiarire chi abbia organizzato gli attacchi, se gli episodi francesi e quelli di novembre siano collegati e quali vulnerabilità siano state effettivamente sfruttate nei diversi Paesi.
Per i consumatori, la conseguenza più concreta è che la tutela degli alimenti non dipende soltanto dai controlli igienici e dalle temperature di conservazione, ma anche dalla capacità delle aziende di proteggere i sistemi che regolano il funzionamento dei frigoriferi.
Domande frequenti sugli attacchi hacker ai supermercati
Quali supermercati sono stati colpiti dagli hacker in Italia?
Il gruppo Radenza ha segnalato attacchi ai sistemi di refrigerazione di alcuni supermercati a marchio Coop tra Catania e Palermo. In Sicilia sono stati riferiti anche altri malfunzionamenti, non tutti attribuiti con certezza a intrusioni informatiche.
Ci sono stati attacchi anche in Toscana ed Emilia-Romagna?
Sì. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha riferito di un incidente notificato da un’azienda toscana della ristorazione collettiva e di un attacco rilevato presso un’impresa emiliana produttrice di surgelati. Non si tratta necessariamente di supermercati.
Perché i frigoriferi dei supermercati possono essere hackerati?
Molti impianti industriali sono controllabili a distanza attraverso sistemi connessi a internet. Se gli accessi non sono protetti adeguatamente, un intruso può riuscire a modificare le impostazioni di funzionamento, comprese quelle che regolano la temperatura.
Gli alimenti dei supermercati italiani sono sicuri?
Gli attacchi segnalati riguardano impianti specifici e non dimostrano un rischio generalizzato per gli alimenti in vendita. I prodotti che hanno subito un’interruzione della catena del freddo devono essere valutati dagli operatori prima di essere commercializzati.
Gli attacchi di novembre sono collegati a quelli avvenuti in Francia?
Le modalità segnalate presentano somiglianze con gli episodi francesi del 12 ottobre 2026, ma non è ancora stato accertato un collegamento tecnico tra tutti gli incidenti né sono stati identificati pubblicamente i responsabili dell’intera ondata.







