Comprare un prodotto in un negozio fisico e scoprire poco dopo che non è quello che ci serviva non significa avere automaticamente diritto a restituirlo. Per un acquisto effettuato alla cassa, infatti, il semplice ripensamento non dà diritto ai 14 giorni previsti invece, salvo eccezioni, per gli acquisti online. Alcune insegne come ALDI, Lidl, MD, Iper e Bennet offrono volontariamente cambi o resi anche nei negozi, mentre per altre non abbiamo trovato una politica nazionale pubblica sufficientemente chiara. E dal 19 giugno 2026 una nuova regola rende ancora più semplice esercitare il recesso nei contratti conclusi online.
In sintesi
- Per un prodotto conforme acquistato in un negozio fisico non esiste un diritto generale di ripensamento: il cambio o il reso dipendono dalla politica commerciale del venditore.
- Per gli acquisti online il consumatore dispone generalmente di 14 giorni per recedere, con le eccezioni previste dal Codice del Consumo.
- Dal 19 giugno 2026, per i contratti a distanza conclusi tramite un’interfaccia online, deve essere disponibile anche una funzione online per esercitare il recesso.
- Alcune insegne estendono volontariamente la possibilità di cambiare idea agli acquisti nei negozi: tra quelle che lo dichiarano pubblicamente troviamo, con condizioni diverse, ALDI, Lidl, MD, Bennet, Iper e Il Gigante.
- Nel non alimentare le differenze sono ancora maggiori: si passa dai 30 giorni di MediaWorld, OBI, Bricocenter e Tecnomat ai 100 giorni di Leroy Merlin, fino ai 365 giorni di IKEA e ai resi senza limite di tempo dichiarati da JYSK.
- Non trovare una politica pubblica di reso non significa che un’insegna rifiuti sempre i cambi: significa che il consumatore non può conoscere online, prima dell’acquisto, una regola generale sufficientemente chiara.
Ho comprato il prodotto sbagliato in negozio, posso riportarlo indietro?
È una situazione molto comune. Si compra un piccolo elettrodomestico, si arriva a casa e ci si accorge che non ha le caratteristiche che servivano. Oppure si apre la confezione appena usciti dal negozio e, leggendo meglio le istruzioni, si scopre di avere scelto il prodotto sbagliato. Se il bene funziona correttamente, corrisponde a quanto dichiarato e il problema consiste semplicemente nel fatto che abbiamo cambiato idea o effettuato un acquisto sbagliato, non siamo nell’ambito della garanzia per un difetto di conformità.
E soprattutto non possiamo dare per scontato di avere 14 giorni per riportarlo indietro. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy chiarisce che il diritto di recesso disciplinato dall’articolo 52 del Codice del Consumo riguarda i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali e non può essere esercitato per gli acquisti effettuati in negozio.
Questo significa che, per il semplice ripensamento, il negoziante può decidere volontariamente di consentire un cambio, un buono o un rimborso, stabilendo condizioni e termini. Ma non è il diritto di recesso previsto per gli acquisti online.
Online e negozio fisico non offrono la stessa tutela sul ripensamento
La differenza diventa evidente confrontando lo stesso acquisto effettuato in due modi. Se compriamo un prodotto in un punto vendita, torniamo a casa e scopriamo che non è quello adatto alle nostre esigenze, il venditore non è obbligato dalla disciplina sul recesso ad accettarlo indietro. Se invece concludiamo l’acquisto online da un professionista, normalmente abbiamo 14 giorni dalla consegna per cambiare idea senza dover fornire una motivazione, ferme restando le eccezioni previste dalla legge.
Sotto lo specifico profilo del ripensamento, quindi, il consumatore che acquista online dispone di una tutela legale che non ha automaticamente quando compra lo stesso articolo in un negozio fisico. Il negozio conserva naturalmente altri vantaggi: permette di vedere fisicamente il prodotto, averlo subito e, quando possibile, chiedere informazioni prima di pagare. Ma questo vantaggio può ridursi quando il prodotto è dentro una scatola o quando alcune informazioni diventano realmente comprensibili soltanto consultando istruzioni e manuali.
Cosa è cambiato dal 19 giugno 2026 per i resi online
La novità del 2026 non introduce un diritto generalizzato al reso per gli acquisti nei negozi e non modifica il principio dei 14 giorni trasformandoli, per esempio, in 30. Il Decreto legislativo 31 dicembre 2025 n. 209 ha introdotto nel Codice del Consumo l’articolo 54-bis. Per i contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online, il professionista deve consentire al consumatore di esercitare il recesso anche utilizzando una funzione di recesso online.
La funzione deve consentire di comunicare la decisione di recedere e prevede una procedura di conferma. Il professionista deve poi inviare senza ritardo una ricevuta della dichiarazione di recesso su un supporto durevole, con contenuto, data e ora. La nuova regola si applica dal 19 giugno 2026.
È quindi soprattutto l’esercizio del diritto online a diventare più semplice. Non nasce invece un analogo diritto di ripensamento per chi entra in un supermercato, acquista alla cassa e successivamente cambia idea.
Resi nei supermercati, cosa dichiarano pubblicamente le principali insegne
Abbiamo controllato le informazioni che le insegne dei supermercati rendono pubblicamente disponibili ai consumatori. Il confronto riguarda il semplice ripensamento su un prodotto conforme acquistato fisicamente in negozio, non un prodotto guasto o difettoso.
| Insegna | Cosa può sapere pubblicamente il consumatore |
|---|---|
| ALDI | Offre il servizio “Soddisfatti o Rimborsati” entro 90 giorni dall’acquisto, presentando lo scontrino e restituendo l’articolo nel punto vendita in cui è stato acquistato. |
| Lidl | Prevede una garanzia convenzionale con restituzione e rimborso o sostituzione entro 30 giorni, con documento commerciale originale e codice fiscale, nello stesso punto vendita. Sono previste esclusioni; computer desktop e portatili hanno un termine di 10 giorni. |
| MD | Per l’errato acquisto consente il reso entro 7 giorni, con documento d’acquisto, prodotto integro e inutilizzato e imballo originale integro e non aperto. Il rimborso avviene con un buono valido 6 mesi. La pagina specifica che la legge non obbliga il venditore ad accettare il reso per errato acquisto nei negozi fisici. |
| Bennet | Il servizio “Soddisfatti o Rimborsati” consente il ripensamento entro 8 giorni, purché prodotto e confezione siano integri e il bene sia ancora vendibile. Sono previste numerose esclusioni. |
| Iper La grande I | Dichiara che, se si cambia idea, il prodotto può essere sostituito presentando lo scontrino entro 8 giorni. |
| Il Gigante | Pubblica un servizio “Soddisfatti o rimborsati” per prodotti restituibili entro 15 giorni, integri e non manomessi, con scontrino e imballo originale completo degli accessori. Sono previste esclusioni. |
| PENNY | L’informativa privacy dei negozi conferma l’esistenza della gestione del “reso della merce” e parla della possibilità di cambiare la merce, distinguendola dai rimedi obbligatori per i prodotti difettosi. Nella documentazione pubblica consultata non abbiamo però trovato termini e condizioni generali sufficienti per indicare quanti giorni abbia il cliente per il semplice ripensamento. |
| Esselunga | La documentazione ufficiale facilmente accessibile disciplina la garanzia legale per i difetti di conformità. Non abbiamo trovato una politica nazionale pubblica sufficientemente chiara sul semplice ripensamento per un prodotto conforme acquistato alla cassa. |
| Eurospin | Sono pubblicate condizioni dettagliate per il recesso relativo agli acquisti online, compresa la possibilità autorizzata di riconsegnarli in punto vendita, ma non abbiamo trovato una policy nazionale pubblica equivalente per il semplice ripensamento dopo un normale acquisto effettuato fisicamente in negozio. |
| Carrefour | Le informazioni pubbliche consultate spiegano resi e rimborsi per la spesa e gli acquisti online. Non abbiamo trovato una policy nazionale altrettanto chiara sul ripensamento relativo a un acquisto concluso fisicamente alla cassa. |
| Conad | Le condizioni della Spesa Online disciplinano il recesso di 14 giorni. Non abbiamo individuato una regola nazionale pubblica uniforme per il semplice ripensamento relativo agli acquisti nei negozi fisici. |
| Coop | Non abbiamo individuato una politica nazionale unica applicabile indistintamente a tutte le cooperative e a tutti i negozi. Esistono condizioni specifiche per singole cooperative e servizi, che non possono essere automaticamente estese a tutta Coop. |
| Tigros | Nelle fonti ufficiali pubblicamente accessibili consultate non abbiamo trovato una policy nazionale sufficientemente chiara sul semplice ripensamento in negozio. |
| Maury’s | Maury’s Online disciplina espressamente il recesso entro 14 giorni per gli acquisti effettuati sul sito o tramite ordine telefonico. Non abbiamo trovato nelle informazioni pubbliche consultate una policy generale equivalente per il semplice ripensamento relativo agli acquisti conclusi nei negozi fisici. |
Le differenze sono notevoli. ALDI arriva a 90 giorni, Lidl a 30, Il Gigante a 15, Bennet e Iper a 8 e MD a 7, ma cambiano anche le condizioni, le categorie escluse e persino la forma del rimborso.
Ancora più importante è ciò che non è pubblicamente determinabile. Se un’insegna consente in determinati casi un cambio per cortesia commerciale ma non pubblica condizioni generali accessibili, il consumatore non può farvi affidamento prima dell’acquisto nello stesso modo in cui può farlo leggendo una policy pubblica.
Da MD il reso per acquisto sbagliato è possibile, ma la scatola non deve essere aperta
MD è un esempio particolarmente utile per capire la differenza tra legge e politica commerciale. La stessa insegna scrive che per gli acquisti effettuati nei punti vendita fisici la normativa non obbliga il venditore ad accettare il reso per errato acquisto. MD decide però di consentirlo entro 7 giorni.
Servono scontrino o documento d’acquisto e il prodotto deve essere integro, inutilizzato e con imballo originale integro e non aperto. Non viene restituito il denaro: viene emesso un buono valido sei mesi, utilizzabile secondo le condizioni indicate dall’insegna.
Di conseguenza, aprire una scatola per capire meglio se il prodotto acquistato sia effettivamente adatto alle proprie esigenze può fare la differenza tra un articolo ancora restituibile e uno che non soddisfa più le condizioni commerciali del reso.
Elettronica, da MediaWorld il ripensamento arriva a 30 giorni
La differenza tra diritto previsto dalla legge e politica scelta dall’azienda emerge ancora più chiaramente nell’elettronica.
MediaWorld dichiara che per ogni acquisto effettuato in negozio il cliente ha 30 giorni per modificare la propria scelta. È possibile sostituire il prodotto oppure chiedere il rimborso secondo le condizioni previste dall’insegna.
Per Unieuro, invece, le condizioni di vendita pubblicate precisano espressamente che la disciplina del diritto di recesso descritta per gli acquisti online non si applica ai contratti conclusi dal consumatore nel punto vendita.
Expert presenta una distinzione analoga in una delle proprie pagine dedicate al recesso: quando il contratto viene concluso nel punto vendita, dove il bene viene visionato, acquistato e ritirato, non trova applicazione il diritto di recesso delle vendite a distanza.
Per Euronics, la pagina nazionale sul recesso consultata descrive il diritto entro 14 giorni dal ricevimento della merce e la relativa procedura per gli acquisti a distanza; non abbiamo trovato nella stessa documentazione una policy nazionale equivalente sul semplice ripensamento dopo un acquisto effettuato fisicamente in negozio.
Trony precisa invece che acquisti online e acquisti nei punti vendita seguono procedure di reso separate e che quelli effettuati in negozio devono essere gestiti direttamente presso il punto vendita nel quale sono stati acquistati. Non vengono però indicate, nella pagina consultata, condizioni nazionali uniformi per il semplice ripensamento.
Fai da te e arredamento, alcune insegne vanno molto oltre la legge
Il quadro cambia ancora nel bricolage e nell’arredamento, dove diverse catene pubblicano politiche di reso particolarmente ampie.
Leroy Merlin consente di restituire un prodotto acquistato in negozio entro 100 giorni, termine che può salire a 6 o 10 mesi per determinati livelli del programma HOMY. Il prodotto deve essere integro, non utilizzato, nella confezione originale e completo di accessori e manuali.
OBI consente di restituire entro 30 giorni un prodotto acquistato in negozio quando si cambia idea, purché non sia stato utilizzato e venga riconsegnato integro, pulito, nella confezione originale e completo.
Bricocenter indica 30 giorni per gli acquisti effettuati nei propri negozi, che diventano 180 giorni quando l’acquisto è stato effettuato presentando la carta Bricocenter, alle condizioni previste.
Anche Tecnomat contempla il reso di merce conforme e non difettosa entro 30 giorni, con scontrino o fattura e prodotto completo di imballo e in perfetto stato di conservazione. La società specifica però che si tratta di un gesto commerciale e che l’accettazione del reso è a discrezione del negozio.
Ancora più estese sono le politiche di IKEA, che permette di cambiare idea entro 365 giorni anche per gli acquisti nei punti vendita e dichiara di accettare, alle proprie condizioni, anche prodotti aperti o montati senza richiedere necessariamente l’imballo originale.
JYSK dichiara invece una politica di resi senza limite di tempo sia per gli acquisti online sia per quelli effettuati in negozio, con prova d’acquisto.
Questi esempi dimostrano che la differenza tra acquisto online e fisico può essere ridotta o superata attraverso una scelta commerciale dell’insegna, anche se la legge non impone un diritto generale al ripensamento per gli acquisti alla cassa.
Anche nei negozi per la casa e la persona le regole cambiano
Tra le insegne del settore casa e persona abbiamo trovato una politica particolarmente chiara da dm: l’azienda dichiara di garantire la sostituzione o il rimborso degli articoli restituiti anche se già aperti o usati, presentando lo scontrino in qualsiasi negozio dm.
Tigotà indica invece che un prodotto acquistato in filiale può essere restituito entro 14 giorni. Il cliente deve rivolgersi al personale, che valuta la gestione, e viene emesso un buono di reso del valore dell’articolo, spendibile entro 30 giorni dall’emissione.
Per Acqua & Sapone e La Saponeria, nelle fonti ufficiali pubblicamente accessibili che abbiamo consultato non abbiamo trovato condizioni generali altrettanto chiare che permettano di indicare con sicurezza termine, condizioni e modalità del semplice ripensamento relativo a un normale acquisto in negozio.
Confezione aperta, il reso può cambiare completamente
Uno degli aspetti che il consumatore dovrebbe controllare prima di aprire un prodotto è proprio la condizione della confezione.
MD richiede, per il proprio reso per errato acquisto, che l’imballo originale sia integro e non aperto. Bennet richiede che prodotto e confezione siano integri e che il bene sia ancora vendibile. Leroy Merlin richiede prodotto non utilizzato e confezione originale.
IKEA segue invece una politica molto diversa e dichiara espressamente che è possibile effettuare il reso anche di prodotti aperti o già montati, senza obbligo dell’imballo originale, nel rispetto delle altre condizioni previste.
Non esiste quindi una risposta unica alla domanda “ho aperto la scatola, posso ancora restituire il prodotto?” quando si parla di un acquisto effettuato in un negozio fisico per il quale abbiamo semplicemente cambiato idea.
Reso, recesso e garanzia non sono la stessa cosa
La distinzione è importante perché tutto ciò che abbiamo visto finora riguarda il ripensamento su un prodotto conforme.
Se un elettrodomestico non funziona, presenta un difetto oppure non possiede le caratteristiche promesse dal venditore, il problema è diverso: può entrare in gioco la garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo.
In quel caso non stiamo chiedendo al negoziante di farci una cortesia perché abbiamo acquistato il modello sbagliato. Stiamo esercitando i diritti previsti per un bene non conforme.
La garanzia legale non deve quindi essere confusa né con il diritto di recesso degli acquisti a distanza né con una politica commerciale “soddisfatti o rimborsati”.
Conviene allora acquistare online invece che in negozio?
Sul solo diritto di cambiare idea, l’acquisto online offre una tutela legale maggiore: nei casi previsti dal Codice del Consumo il recesso può essere esercitato entro 14 giorni senza dover fornire una motivazione, mentre per un normale acquisto in negozio il semplice ripensamento dipende dalla disponibilità del venditore o da una politica commerciale preventivamente offerta.
Non significa che comprare online sia sempre più conveniente. In negozio possiamo vedere il prodotto, controllarne dimensioni e caratteristiche, chiedere informazioni e portarlo immediatamente a casa.
Ma prima di comprare un articolo inscatolato, un piccolo elettrodomestico o un prodotto sul quale non siamo completamente sicuri, c’è una domanda che vale la pena fare prima di pagare: se scopro che non è quello che mi serve, potrò riportarlo indietro?
Quando l’insegna pubblica chiaramente la propria politica, la risposta può essere verificata in anticipo. Quando non lo fa, il consumatore dispone di meno informazioni per valutare questa condizione prima dell’acquisto.
FAQ sui resi nei negozi fisici
Ho sempre 14 giorni per restituire un prodotto acquistato in negozio?
No. Il diritto di recesso di 14 giorni previsto dal Codice del Consumo riguarda, in generale, i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali. Per un normale acquisto effettuato fisicamente in negozio, il cambio per semplice ripensamento dipende dalla politica commerciale del venditore.
Se ho aperto la confezione posso riportare il prodotto?
Dipende dalla politica dell’insegna. Alcune richiedono confezione integra o addirittura non aperta; altre accettano determinate restituzioni anche dopo l’apertura. Prima di utilizzare il prodotto conviene verificare le condizioni pubblicate dal venditore.
Se il prodotto è difettoso valgono le stesse regole?
No. Un prodotto difettoso o non conforme rientra nella disciplina della garanzia legale di conformità. È una situazione diversa dal semplice ripensamento.
Un negozio può darmi un buono invece dei soldi se ho semplicemente cambiato idea?
Quando non esiste un diritto legale al recesso e il venditore accetta volontariamente il reso secondo una propria politica commerciale, le modalità dipendono dalle condizioni offerte dall’insegna. MD, per esempio, prevede un buono per l’errato acquisto; Tigotà indica un buono di reso.
Sono più tutelato se compro online?
Per quanto riguarda specificamente il diritto di ripensamento, normalmente sì. Negli acquisti a distanza il Codice del Consumo riconosce generalmente 14 giorni per recedere senza motivazione, salvo le eccezioni previste dalla legge. Lo stesso diritto non esiste automaticamente per gli acquisti effettuati in un negozio fisico.
Cosa cambia con la nuova legge sui resi del 2026?
Dal 19 giugno 2026, per i contratti a distanza conclusi attraverso un’interfaccia online, il professionista deve consentire di esercitare il recesso anche attraverso una specifica funzione online introdotta dall’articolo 54-bis del Codice del Consumo. Non è stato invece introdotto un diritto generale di ripensamento per gli acquisti effettuati nei negozi fisici.







